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Filtri antispam obbligatori in Australia

29 March 2006

L'autorità locale per le TLC vara una controversa normativa contro i messaggi di posta non desiderati: sanzioni gigantesche per gli ISP che non forniscono filtri automatici antispam agli utenti.

Canberra - Il governo australiano ha approvato un nuovo regolamento per le telecomunicazioni che obbliga i provider a gestire interamente i costi delle tecnologie antispam, pena durissime sanzioni amministrative.

La nuova legge, acclamata dai responsabili dell’Autorità Australiana sulle Telecomunicazioni come “primo ed unico provvedimento di questo genere al mondo”, introduce l’obbligo dei filtri informatici per tutti i fornitori di accesso ad Internet.

Secondo le dichiarazioni di Bruce Matthews, direttore dell’Autorità competente, “gli utenti avranno il diritto di godere di un’opzione antispam”. Gli ISP che violeranno questo diritto potranno incappare in multe fino a 10 milioni di dollari australiani per violazione del diritto industriale.

Tuttavia, Matthews fa sapere che “le aziende verranno ovviamente richiamate numerose volte prima di essere multate”. Il nuovo regolamento avrà un impatto decisivo sugli oltre 700 ISP sparsi sul territorio dell’ex colonia britannica.

L’emergenza spam in Australia, che ogni anno congestiona le infrastrutture di comunicazione ed ha un peso economico abbastanza rilevante sugli utenti finali, è data soprattutto da “migliaia di spammer con base nei paesi in via di sviluppo”, fa notare Matthews.

L’Australia si allontana così dalla soluzione proposta dagli Stati Uniti, offerta dal cosiddetto CAN-SPAM Act e volta a sollevare una responsabilità penale non sugli ISP ma sugli spammer.

I provvedimenti italiani per contrastare lo spam, assai distanti dal criterio di tolleranza zero in vigore nei paesi anglofoni, sembrano fin qui avere poca efficacia che, secondo alcuni, si riconduce ai limiti nell’azione che possono intraprendere i provider interessati.

Questo post tratto da: P.I.: Filtri antispam obbligatori in Australia

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