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Darknet, Freenet si tinge di scuro

6 April 2006

La nuova release del Freenet Project consente la creazione di darknet: separate dalla rete attuale saranno totalmente invisibili. Marco Calamari racconta le novità in arrivo con Freenet 0.7.

Roma - L’altro ieri il Progetto Freenet ha annunciato una nuova release di Freenet, notizia prontamente riportata su Slashdot. Ma quali sono le caratteristiche principali della nuova versione e in che direzione ci si sta muovendo?

Innanzitutto una cosa importante; le voci sulla morte di Freenet 0.5 sono state grandemente esagerate. Freenet 0.7 (che d’ora in poi chiameremo “Dark”, anche se il nome è stato solo proposto, ma non è ufficiale) è solo una versione pre-pre-alpha, instabile, in pieno sviluppo e priva ancora di una parte delle funzionalità essenziali.

Il fatto che sia stata presentata adesso è dovuto all’urgente necessità di rifinanziare il Progetto Freenet, che non riceve praticamente più nessun contributo. La speranza è che mostrando al pubblico i progressi fatti, possano arrivare nuovi, indispensabili finanziamenti. Il “pubblico” siete voi, quindi mano al portafoglio e visitate l’apposita pagina.

Premettiamo che non è possibile, e tanto meno conveniente, migrare dalla Freenet 0.5 attuale a Dark. Le installazioni di Dark attuali servono solo ai core developer per portare avanti lo sviluppo, ma per gli utenti non esiste ancora una rete stabile, e nemmeno contenuti significativi. La stessa sicurezza di Dark è senz’altro insufficiente, a causa dei bug scoperti (ed introdotti) quotidianamente nel lavoro di sviluppo.

Chi ha necessità di privacy, desidera pubblicare e mantenere contenuti, gestisce od utilizza un nodo Freenet 0.5 dovrebbe continuare come se niente fosse per almeno i prossimi 6-12 mesi, in attesa di una Dark completa ed almeno “tendente” alla stabilità. Chi lo desidera potrà comunque installare un secondo nodo Dark insieme al preesistente nodo Freenet, visto che il carico aggiuntivo è basso.

Tutte le novità della nuova release
Si tratta di una riscrittura completa, sempre in Java ma totalmente incompatibile rispetto alla Freenet attuale; vediamone le novità più importanti.

Il protocollo di trasporto adottato da Dark non è piu TCP ma UDP, e la dimensione delle “chiavi” (termine che in Freenet indica un pacchetto di dati) passa dai 256KB a 1KB. Dark, grazie a questo e ad alcune tecnologie adottate, potrà operare in maniera trasparente attraverso i firewall, mentre attualmente è necessario un port forwarding attraverso il NAT od il firewall per poter pubblicare un nodo Freenet.

Il formato delle chiavi, il protocollo/API client FCP ed il protocollo di comunicazione server-to-server verranno completamente cambiati e quindi l’interoperabilità’ tra la rete Freenet 0.5 e quella (futura) Dark sarà esattamente zero.

La distribuzione definitiva di Dark includerà nuove versioni di tool popolari come Frost e Freenet Insertion Wizard, ma non di FUQUID, non essendo quest’ultimo scritto in Java.

Il routing delle chiavi tra nodi, che in Freenet era il NGR, algoritmo lento adatto solo a chiavi di grandi dimensioni, in Dark viene sostituito dal più semplice e veloce Metropolis-Hastings; ci si aspetta che il routing si velocizzi moltissimo anche quando la rete Dark arriverà alle migliaia di nodi di dimensione della rete attuale.

Mentre Freenet è una rete pubblica, omogenea e paritaria, Dark permetterà di definire delle darknet al suo interno; trovate una definizione di cosa è una darknet in questa paper e in questa presentazione.

Le darknet di Dark (perdonate il gioco di parole) saranno a tutti gli effetti separate dalla Dark pubblica, e non potrà nemmeno esserne dimostrata l’esistenza al suo interno.

Inizialmente, la modalità darknet di Dark sarà la prima ad essere resa disponibile; una darknet è una rete ad invito, in cui è necessario ottenere la fiducia di almeno due nodi già appartenenti alla darknet per poter entrare a farne parte. Nell’implementazione attuale di Dark è necessario ottenere due chiavi da due nodi, operazione che sarà parzialmente automatizzata nella versione definitiva ma che adesso viene svolta via IRC comunicando sul canale #freenet del server irc.freenode.net.

La direzione assunta dall’evoluzione da Freenet a Dark è resa necessaria dal fatto che la Rete si sta trasformando sempre più in una grande struttura di tecnocontrollo, in cui persino le modalità anonime di funzionamento di Freenet 0.5 non sono abbastanza. Nei tempi cupi che ci aspettano Dark sarà (speriamo) la risposta, o meglio una delle risposte, che la comunità della Rete saprà e dovrà dare.

Nel frattempo, se avete tempo e voglia di imparare, date una mano al gruppo di sviluppo installando un nodo Dark, che puo’ essere scaricato da qui e collegandovi poi al canale #freenet, chiedendo istruzioni su come collaborare.

Supporto ed aiuto possono essere ottenuti anche tramite la lista italiana dedicata a Freenet.

Marco Calamari

Marco Calamari è il titolare della rubrica Cassandra Crossing pubblicata da Punto Informatico

Questo post tratto da: P.I.: Darknet, Freenet si tinge di scuro

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