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Pedopornografia online, parla una vittima

6 April 2006

Un giovane mette a nudo alcuni particolari sugli imprenditori della pornografia infantile online che hanno approfittato della sua giovane età. Ed accusa il governo degli Stati Uniti: non riuscite a proteggere i minori.

Washington (USA) - Si chiama Justin Berry, diciannovenne. All’età di tredici anni è stato vittima del più viscido mercato digitale: quello della pornografia infantile. Berry è finalmente riuscito a raggiungere il parlamento federale di Washington DC e gridare tutto il suo risentimento agli esponenti del Dipartimento di Giustizia: i suoi aguzzini, al giorno d’oggi, sono ancora impuniti.

“Credevo che il governo degli Stati Uniti proteggesse i minori dai maniaci su Internet”, accusa Berry, “ma invece mi sono sbagliato”. Il caso di Berry è emerso durante un’inchiesta di un giornalista del New York Times, che ha raccolto tutte le testimonianze della giovane vittima. Berry ha iniziato il proprio viaggio nell’oscuro mondo della pornografia infantile quando, a tredici anni, è stato contattato da alcuni “predatori” su un servizio di messaggistica istantanea.

“Dal giorno in cui ho esposto il caso del ragazzo ai giudici ed al governo”, dice l’autore dell’inchiesta, Kurt Eichenwald, “sono passati quasi due mesi e nessuno è intervenuto, pur sapendo che con quelle informazioni si sarebbero salvati molti altri giovani”.

“A tredici anni pensi che queste persone siano tue amiche”, ha dichiarato, “e ti fidi di loro perché sono gentili e ti fanno sentire importante”. Il ragazzo, figlio di una coppia separata, si è trovato sempre più solo di fronte al monitor. Di lì a poco, Berry ha iniziato a ricevere proposte in denaro per apparire nudo di fronte ad una webcam ed ha incautamente accettato. Le sue immagini sono poi finite su alcuni siti gestiti da pedofili, stando alla testimonianza del giovane.

Siti che secondo le dichiarazioni di Berry “fanno guadagnare milioni di dollari” a centinaia di migliaia di aguzzini. “Ci sono moltissimi bambini che stanno vivendo l’orrore che ho vissuto io”, ha riferito di fronte al parlamento federale, “e vi garantisco che in qualsiasi distretto giuridico ci sono vittime di pedofili che agiscono online e pagano per vederli nudi”.

Un portavoce del Dipartimento di Giustizia, intervistato dal New York Times, ha dichiarato che “il governo degli Stati Uniti usa tutte le risorse possibili per proteggere i giovani e strapparli dalle grinfie dei pedofili che vagano per Internet”. Negli ultimi tempi gli Stati Uniti hanno avviato una serie di indagini finanziarie per individuare con precisione le coordinate e le dinamiche del mercato della pedopornografia, che pare muoversi attorno ai servizi per il trasferimento elettronico di denaro, come ha rivelato Justin Berry.

“È il minimo che possiamo fare per togliere di mezzo i maniaci”, rivela il presidente del Centro Americano per i Bambini Scomparsi, “perché se eliminiamo le fonti di guadagno, gli imprenditori del pedoporno non avranno più niente con cui mantenersi”.

Questo post tratto da: P.I.: Pedopornografia online, parla una vittima

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