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Linux ingrana la quarta in Cina

11 April 2006

Il SO open source prende sempre più piede nella Repubblica Popolare ed acquista sempre più peso sul mercato informatico locale: +27% nel 2005, per un valore complessivo di 11,8 milioni di dollari.

Pechino - L’ultima ricerca pubblicata da IDC parla chiaro: Linux, il noto sistema operativo open source, è destinato ad avere un ruolo fondamentale nel futuro della Repubblica Popolare Cinese. Nel solo 2005, il mercato legato a Linux si è allargato del 27%. Il valore complessivo del mercato informatico che si va sviluppando attorno alla creatura di Linus Torvalds, secondo gli analisti, è di 11,8 milioni di dollari e conta su previsioni d’incremento annuo mediamente attorno al 35% fino al 2010.

Questo perché il governo centrale di Pechino ha da tempo abbracciato una precisa strategia informatica volta alla progressiva migrazione open source delle strutture informatiche pubbliche, basate soprattutto su tecnologie IBM e Microsoft.

Negli ultimi anni, ad esempio, sono nate distribuzioni Linux completamente sviluppate in Cina, così come grandi istituti bancari ed altre agenzie statali hanno deciso di optare per soluzioni basate sull’open source.

Persino molti utenti desktop del grande mercato cinese, sul quale tutte le aziende tengono gli occhi puntati, sono destinati a scegliere Linux. Secondo l’analista Nielse Jiang, responsabile asiatico per IDC, “l’offerta di nuove soluzioni desktop basate su Linux è ormai un’opzione più che fattibile”, non solo per il governo, “ma anche per il resto del mercato”.

Al di là delle aziende locali, molti protagonisti del mercato Linux cinese sono occidentali. Novell e RedHat, ad esempio, sono presenti nella Repubblica Popolare ormai da anni e forniscono prodotti a grandi fette dell’enorme sistema statale cinese: finanza, amministrazione e soprattutto telecomunicazioni.

Questo post tratto da: P.I.: Linux ingrana la quarta in Cina

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