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	<title>Punto Readmaniac</title>
	<link>http://readmaniac.pbworks.net</link>
	<description>Un mirror navigabile a history di Punto Informatico</description>
	<pubDate>Tue, 18 Apr 2006 16:48:19 +0000</pubDate>
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		<title>Convegni/ Lex electronica</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Apr 2006 16:48:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itittof-blogger</dc:creator>
		
	<category>Uncategorized</category>
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		<description><![CDATA[Annuncio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Genova - Il <a href="http://www.giuristitelematici.it">Circolo dei Giuristi Telematici</a> organizza il convegno <em>&#8220;Dalla lex mercatoria alla lex electronica nell&#8217;architettura dell&#8217;e-business: opportunit&agrave;, questioni legali e tecnologiche applicate al mercato&#8221;</em> che si terr&agrave; in Santa Margherita Ligure (GE) i giorni 5 e 6 maggio 2006 presso il Grand Hotel Miramare.&#8221;A cavallo tra diritto ed impresa - si legge in una nota - l&#8217;evento pu&ograve; contare sulla partecipazione di relatori di distinte professionalit&agrave;. Il convegno si propone di fornire un ventaglio di strumenti giuridici in sinergia con soluzioni tecnologiche finalizzate alla realizzazione dell&#8217;attivit&agrave; imprenditoriale nel rispetto delle regole, sfruttando le nuove tecnologie&#8221;.</p>
<p>La partecipazione al convegno e libera e gratuita, ma &egrave; necessario iscriversi seguendo le istruzioni presenti sul sito <a href="http://www.convegnosmligure.giuristitelematici.it">http://www.convegnosmligure.giuristitelematici.it</a>.
<p>Questo post è tratto da: <a href="http://punto-informatico.it/pbox.asp?i=58910">P.I.: Convegni/ Lex electronica</a></p>
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		<title>VRS, telefonate per chi non sente</title>
		<link>http://readmaniac.pbworks.net/2006/04/18/vrs-telefonate-per-chi-non-sente/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Apr 2006 16:48:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itittof-blogger</dc:creator>
		
	<category>Uncategorized</category>
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		<description><![CDATA[Si chiama Video Relay System e sta prendendo sempre pi&#249; piede negli Stati Uniti. Costosissima ma efficace, la tecnologia abilita i non udenti alla comunicazione telefonica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Washington (USA) - La comunicazione telefonica per i non udenti non &egrave; pi&ugrave; un problema insormontabile, anche grazie a tecnologie come <em>Video Relay System</em> e ai servizi connessi: pur non essendo una novit&agrave; dell&#8217;ultim&#8217;ora, sono servizi che vanno affermandosi rapidamente e creando un nuovo mercato. Si tratta di un concetto semplice e rivoluzionario: le chiamate vocali in entrata vengono &#8220;dirottate&#8221; ad un operatore che &#8220;traduce&#8221; le parole in <strong>linguaggio dei segni</strong>. Le parole cos&igrave; tradotte vengono cos&igrave; inviate, sotto forma di video, al terminale dell&#8217;utente privo d&#8217;udito.L&#8217;AD di <a href="http://www.sorensonvrs.com/">Sorenson</a>, una delle societ&agrave; specializzate nella produzione di apparecchi VRS, &egrave; convinto che si tratti di una &#8220;tecnologia dall&#8217;impatto eccezionale&#8221;. Questo perch&eacute; gli utenti, attraverso i terminali VRS, possono finalmente capire le <strong>emozioni dell&#8217;interlocutore</strong>. </p>
<p>Fino ad oggi <a href="http://punto-informatico.it/servizi/ps.asp?i=52433&amp;r=PI">le comunicazioni vocali per i non udenti</a> sono state gestite soprattutto con i diffusi <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Telecommunications_devices_for_the_deaf">dispositivi TDD</a>, che mettono in formato testuale il flusso di parole provenienti dalla cornetta telefonica.</p>
<p>I sistemi VRS sembrano perfetti, ma hanno un unico problema: costano tantissimo. Tanto che in un <a href="http://www.wired.com/news/technology/0,70585-0.html?tw=rss.index">recente articolo</a> apparso su <a href="http://www.wired.com">Wired</a>, &egrave; stato svelato che la FCC americana, la Commissione di controllo sulle TLC che sostiene e supporta l&#8217;impiego di questi servizi, spende <strong>sei dollari al minuto</strong> per ogni &#8220;videochiamata&#8221; attraverso provider VRS.</p>
<p>I servizi offerti da <a href="http://www.lifelinksvrs.com/">Life Links</a>, un ISP completamente dedicato agli ipoudenti, si appoggiano completamente ai software di messaggistica online come <a href="http://www.sightspeed.com">SightSpeed</a> e sono, almeno per il momento, l&#8217;alternativa meno costosa e pi&ugrave; accessibile nel mondo dei terminali VRS. Una <a href="http://www.google.it/search?hl=it&amp;q=vrs+phone&amp;btnG=Cerca&amp;meta=">ricerca su Google</a>, comunque, consente di mettere a nudo rapidamente l&#8217;intero settore in rapida ascesa.
<p>Questo post è tratto da: <a href="http://punto-informatico.it/pbox.asp?i=58903">P.I.: VRS, telefonate per chi non sente</a></p>
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		<title>Ottanta centesimi per una carta di credito</title>
		<link>http://readmaniac.pbworks.net/2006/04/18/ottanta-centesimi-per-una-carta-di-credito/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Apr 2006 16:48:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itittof-blogger</dc:creator>
		
	<category>Uncategorized</category>
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		<description><![CDATA[Questo il prezzo medio di una Visa o di una MasterCard rivenduta su IRC. Secondo un'inchiesta del Times il fenomeno &#232; sempre pi&#249; vasto ed ha origine nei paesi dell'Europa orientale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Londra - Quattrocento possessori di carta che ogni giorno vengono derubati, migliaia di informazioni personali sparse ai quattro venti e danni economici facilmente quantificabili nell&#8217;ordine dei milioni di euro: benvenuti nel <strong>mercato nero delle carte di credito</strong>, un&#8217;idra dalle mille teste che si muove tra i canali IRC ed alcuni forum privati sul web. Nel corso di un&#8217;inchiesta condotta dall&#8217;autorevole quotidiano britannico<!--OGGI--> <a href="http://www.thetimes.co.uk">The Times</a>, da tempo sulle tracce del traffico telematico di dati personali ed informazioni finanziarie, &egrave; emerso che il fenomeno interessa diverse migliaia d&#8217;individui in tutta Europa ed &egrave; interamente gestito da organizzazioni criminali con sede nelle ex-repubbliche sovietiche.</p>
<p>I ladri di carta riescono a sottrarre i preziosissimi numeri attraverso <strong>azioni di sabotaggio</strong> che colpiscono database bancari e negozi online. Uno dei metodi pi&ugrave; utilizzati sembra essere quello della cosiddetta <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Sql_injection">SQL injection</a>, una tecnica in realt&agrave; piuttosto banale che molti <em>cracker</em>, anche quelli dediti al <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Phishing">phishing</a>, riescono a sfruttare grazie ad errori di sviluppo di siti dedicati a transazioni e servizi di pagamento online.</p>
<p>Un numero di carta valido, utilizzabile su Internet per acquistare servizi e prodotti, viene poi rivenduto ad un <strong>costo medio di 80 eurocent</strong>. Con appena dieci euro si possono acquistare PIN e codici di sicurezza in piena regola. Stando agli esperti di <a href="http://www.cardcops.com/">Card Cops</a>, un servizio dedicato al monitoraggio dei numeri di carta di credito utilizzati su Internet, &#8220;la compravendita di carte coinvolge un giro di persone sempre pi&ugrave; grande e diventa ogni giorno pi&ugrave; complessa&#8221;.</p>
<p>Il numero di forum privati e di canali IRC sui quali si svolgono le attivit&agrave; illecite &egrave; infatti &#8220;assai difficile da monitorare&#8221;, dice Dan Clements, CEO di Card Cops: &#8220;Riusciamo a tenere sotto controllo centinaia di chat e forum, ma &egrave; soltanto la punta dell&#8217;iceberg&#8221;.</p>
<p><em>Tommaso Lombardi</em>
<p>Questo post è tratto da: <a href="http://punto-informatico.it/pbox.asp?i=58900">P.I.: Ottanta centesimi per una carta di credito</a></p>
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		<title>I Simpson gratis su web?</title>
		<link>http://readmaniac.pbworks.net/2006/04/18/i-simpson-gratis-su-web/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Apr 2006 16:48:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itittof-blogger</dc:creator>
		
	<category>Uncategorized</category>
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		<description><![CDATA[Anche Fox come Disney decide di puntare su Internet: serie di successo come i Simpsons ed American Idol verranno trasmesse gratuitamente tramite una piattaforma web.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>New York (USA) - <a href="http://www.fox.com">Fox</a>, il network televisivo della <a href="http://www.newscorp.com">NewsCorp</a> di Rupert Murdoch, offrir&agrave; le <strong>repliche dei propri show di successo</strong> direttamente su Internet, senza costi aggiuntivi per gli spettatori.Secondo quanto pubblicato dal <a href="http://www.wsj.com">Wall Street Journal</a>, le 187 stazioni televisive affiliate a Fox metteranno online almeno il <strong>60% del palinsesto</strong> entro il giorno successivo alla messa in onda tradizionale. </p>
<p>I dettagli dell&#8217;intera operazione non sono stati ancora svelati ma le fonti locali parlano di un <strong>servizio IPTV commerciale</strong>, finanziato direttamente dagli inserzionisti pubblicitari. Gi&agrave; spuntano i nomi di serie pluripremiate come &#8220;The Simpsons&#8221; ed &#8220;American Idol&#8221;: Fox si prepara cos&igrave; a dar battaglia ad <a href="http://www.abc.com">ABC-Disney</a>, da poco <a href="http://punto-informatico.it/p.asp?i=58815">entrata in scena</a> su Internet.</p>
<p>Il <a href="http://punto-informatico.it/p.asp?i=58377">mercato IPTV</a> &egrave; ormai in pieno <em>boom</em> ed <a href="http://www.itu.int">ITU</a>, l&#8217;agenzia delle <a href="http://www.un.org">Nazioni Unite</a> che segue l&#8217;evoluzione delle tecnologie di telecomunicazione, ha recentemente avviato lo studio di <strong>standard internazionali</strong> per questo tipo di servizi, sicuramente destinati a rivoluzionare lo scenario televisivo tradizionale.</p>
<p>Sebbene l&#8217;IPTV commerciale di Disney e Fox sia per ora mirata agli utenti americani, tutti gli analisti concordano nel dire che, se avr&agrave; successo, e cio&egrave; se gli inserzionisti saranno interessati a questa via di diffusione, di sicuro verr&agrave; replicata a breve altrove, a cominciare dall&#8217;Europa.
<p>Questo post è tratto da: <a href="http://punto-informatico.it/pbox.asp?i=58905">P.I.: I Simpson gratis su web?</a></p>
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		<title>Wikipedia? Non &#232; libera</title>
		<link>http://readmaniac.pbworks.net/2006/04/18/wikipedia-non-libera/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Apr 2006 16:48:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itittof-blogger</dc:creator>
		
	<category>Uncategorized</category>
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		<description><![CDATA[Questa l'accusa di un gruppo di wiki-amministratori, riunitisi sotto il nome WikiTruth: un'iniziativa che espone episodi di censura, abusi e soprusi da parte del direttivo della celebre enciclopedia partecipativa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma - &#8220;La verit&agrave; fa male&#8221; &egrave; il motto degli anonimi amministratori di <a href="http://Www.wikipedia.org">Wikipedia</a> che hanno dato vita all&#8217;iniziativa <a href="http://www.wikitruth.info">WikiTruth</a>, una raccolta di <strong>informazioni scottanti</strong> che mettono definitivamente a repentaglio l&#8217;immagine &#8220;libera&#8221; dell&#8217;enciclopedia partecipativa. Secondo l&#8217;opinione dei creatori di WikiTruth, autodichiaratisi &#8220;amministratori stufi dei meccanismi nascosti di Wikipedia e di tutti gli wikipediani&#8221;, che vengono paragonati ad una &#8220;armata di zeloti comandati a bacchetto dal Re Jimbo Wales&#8221;.La comunit&agrave; nata attorno al <a href="http://punto-informatico.it/p.asp?i=53960">progetto di Wales</a>, messa sotto la lente d&#8217;ingrandimento di WikiTruth, non &egrave; pi&ugrave; un&#8217;<strong>isola utopica</strong> dove esiste vera libert&agrave;. Gli utenti di Wikipedia, che al tempo stesso ne costituiscono l&#8217;ossatura e ne scrivono i contenuti, vengono <a href="http://www.wikitruth.info/index.php?title=Censored_articles">censurati e bloccati</a> da una vera e propria gerarchia di redattori.</p>
<p>Il &#8220;Re&#8221; Jim Wales, apostrofato come un vero e proprio <em>despota</em> di Wikipedia, viene cos&igrave; dipinto come il pi&ugrave; prolifico censore dell&#8217;enciclopedia partecipativa. A capo di una &#8220;organizzazione quasi settaria&#8221;, Wales e soci avrebbero addirittura creato una sorta di <a href="http://www.wikitruth.info/index.php?title=Doublespeak">neolingua orwelliana</a> per meglio controllare le dinamiche contenutistiche di Wikipedia.</p>
<p>&#8220;L&#8217;intero sistema &egrave; ormai afflitto da falle che non possono essere riparate&#8221;, dicono gli autori di WikiTruth, &#8220;il caos regna supremo ed il lavoro di moltissimi utenti, volontari che spesso perdono molto tempo dietro Wikipedia, viene spesso censurato dai Sovrani Assoluti che regnano su questo progetto completamente privo di direzione&#8221;.</p>
<p>WikiTruth, grazie ad un articolo apparso sul <a href="http://www.guardian.co.uk">The Guardian</a>, &egrave; riuscito ad ottenere visibilit&agrave; internazionale. La montagna d&#8217;informazioni estremamente critiche contenute nel sito alimenta la <a href="http://punto-informatico.it/p.asp?i=58556">polemica sull&#8217;autorevolezza di Wikipedia</a>, messa pi&ugrave; volte in discussione da accademici ed esperti d&#8217;ogni materia.</p>
<p><em>Tommaso Lombardi</em>
<p>Questo post è tratto da: <a href="http://punto-informatico.it/pbox.asp?i=58902">P.I.: Wikipedia? Non &egrave; libera</a></p>
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		<title>Cina, fuorilegge i mail server privati</title>
		<link>http://readmaniac.pbworks.net/2006/04/18/cina-fuorilegge-i-mail-server-privati/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Apr 2006 16:48:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itittof-blogger</dc:creator>
		
	<category>Uncategorized</category>
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		<description><![CDATA[La Repubblica Popolare Cinese mette al bando tutti i server privati di posta elettronica che non abbiano ottenuto un'apposita autorizzazione. Il Governo pechinese arriva a spacciarla come una manovra antispam.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pechino - Libert&agrave; e sicurezza sono due concetti che non sempre vanno d&#8217;accordo, specialmente in Cina: il governo cinese ha infatti messo al bando <strong>ogni tipo di servizio SMTP privato</strong> che non abbia ricevuto un&#8217;apposita autorizzazione da parte del <a href="http://www.mii.gov.cn/">Ministero dell&#8217;Informazione</a> di Pechino. Una decisione - viene detto - giustificata dal tentativo di liberare la Repubblica Popolare dalla <strong>piaga dello spam</strong>.&#8221;La legge nazionale antispam&#8221;, si legge in una nota pubblicata dalla <a href="http://www.isc.org.cn/20020417/ca346007.htm">Internet Society of China</a>, &#8220;&egrave; stata formulata in modo da proibire a qualsiasi individuo o associazione di fornire accesso a servizi di posta elettronica senza una speciale licenza prodotta dal governo&#8221;. </p>
<p>Ogni tipo di newsletter e ogni mailing list di discussione dovr&agrave; quindi aggiornarsi alle nuove regole o <strong>sparire</strong>, e tanto pi&ugrave; dovranno farlo i messaggi di carattere commerciale. Tutti i materiali promozionali inviati per mezzo telematico, infatti, dovranno contenere la dicitura <em>pubblicit&agrave;</em> oppure la sigla AD, cos&igrave; da permettere un funzionamento ottimale ai <strong>filtri antispam</strong> pressoch&eacute; obbligatori.</p>
<p>Ma ad essere colpite sono anche pubblicazioni via email a carattere specialistico, ad esempio sar&agrave; vietato discutere per email di <strong>sicurezza delle reti</strong> o pi&ugrave; in generale di <strong>sicurezza informatica</strong>. Una misura drastica che qualcuno interpreta come utile a impedire la diffusione di informazioni che possano consentire agli utenti cinesi di dotarsi di maggiori conoscenze tecniche, ad esempio per bypassare o sottrarsi, almeno in parte, ai sistemi pervasivi di controllo della rete attivati dal regime.</p>
<p>Gli utenti, inoltre, rischieranno accuse specifiche qualora si rendano rei di aver <strong>inoltrato o copiato</strong> email contenenti materiali fuorilegge, una misura peraltro gi&agrave; prevista dall&#8217;ordinamento cinese ma qui espressamente ribadita. Inutile dire, come sottolinea peraltro <a href="http://www.vnunet.com">vnunet.com</a>, che in passato normative di questo genere sono state utilizzate per reprimere il dissenso politico o religioso.</p>
<p>Per ottenere l&#8217;<strong>autorizzazione governativa</strong>, i gestori di server di posta dovranno sottoscrivere esplicitamente i propri impegni antispam e in nessun modo attivare server <em>open relay</em>, quei server che accettano email senza verificarne la provenienza e che sono spesso utilizzati dagli spammer per spedire immondizia digitale in tutto il Mondo.</p>
<p>I gestori dovranno anche dar corso a nuove e pi&ugrave; pervasive forme di <em>data retention</em>, ossia di conservazione dei dati dei propri utenti: questi dovranno essere <strong>identificati ed identificabili</strong> e le informazioni sulle email ricevute e spedite, non &egrave; chiaro se comprensive del contenuto delle email stesse, dovranno essere conservate per almeno 60 giorni.</p>
<p>Inoltre, tutti coloro che vorranno attivare un servizio email, con la sola eccezione delle organizzazioni non profit, dovranno notificare la cosa alle autorit&agrave; con un largo anticipo, di <strong>almeno 20 giorni</strong>, sulla data di attivazione dei servizi.</p>
<p>Tutto questo servir&agrave; a combattere lo spam? Se ne dicono convinte le autorit&agrave; di pubblica sicurezza, secondo cui i danni causati alle infrastrutture di rete cinesi da questo fenomeno equivalgono all&#8217;equivalente di circa <strong>680 milioni di euro</strong> all&#8217;anno.</p>
<p>Sebbene la legge abbia piantato dei paletti ben precisi nel caotico scenario telematico cinese, in rapidissima espansione, &#8220;i legislatori hanno effettivamente esagerato&#8221;, dice <a href="http://james.seng.sg/about/bio.html">James Seng</a>, esperto locale di politiche delle telecomunicazioni. &#8220;Ci vorr&agrave; tempo prima che gli utenti digeriscano queste nuove norme&#8221;, dice Seng, &#8220;e probabilmente molte persone faranno orecchie da mercante fino a quando il governo non inizier&agrave; a punire gli illeciti&#8221;.</p>
<p>Le multe previste per chi operer&agrave; al di fuori della legge raggiungono il tetto massimo dei <strong>30mila yuen</strong>, pari a circa 3mila euro - ben al di sopra del salario medio di un cittadino cinese. C&#8217;&egrave; da sperare che la nuova legge, ancorch&eacute; autoritaria, possa davvero intaccare lo spam proveniente dalla Cina: si ritiene infatti che un quinto di tutta la posta immondizia circolante in rete provenga oggi dalla rete cinese.
<p>Questo post è tratto da: <a href="http://punto-informatico.it/pbox.asp?i=58901">P.I.: Cina, fuorilegge i mail server privati</a></p>
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		<title>L&#8217;e-Democracy decolla in Italia</title>
		<link>http://readmaniac.pbworks.net/2006/04/18/le-democracy-decolla-in-italia/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Apr 2006 16:48:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itittof-blogger</dc:creator>
		
	<category>Uncategorized</category>
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		<description><![CDATA[Lo afferma il CNIPA, che descrive i primi progetti gi&#224; finanziati che prevedono di utilizzare le nuove tecnologie per aumentare la partecipazione dei cittadini alle decisioni di enti locali e pubbliche amministrazioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma - Sono pi&ugrave; di 50 i progetti gi&agrave; avviati dalle pubbliche amministrazioni italiane per avvicinare i cittadini e offrire loro nuovi strumenti di partcipazione al processo decisionale degli enti locali. Questo il senso di una nota diffusa dal CNIPA in cui si afferma che l&#8217;<strong>e-Democracy</strong> sta diventando una realt&agrave; anche in Italia.L&#8217;obiettivo, quello di dar vita ad una nuova forma di partecipazione sfruttando le nuove tecnologie, &egrave; al centro di un totale di 57 progetti che enti locali di tutta Italia hanno presentato al <a href="http://www.cnipa.gov.it">CNIPA</a> e per i quali hanno ricevuto una quota dei finanziamenti previsti (9,5 mln di euro) a cui aggiungeranno del loro, portando <strong>l&#8217;investimento complessivo a 41 milioni di euro</strong>.</p>
<p>L&#8217;e-Democracy &egrave; una delle pietre fondanti di quella che viene considerata la <em>seconda fase</em> dell&#8217;e-Government e, per dirla con Livio Zoffoli, presidente del CNIPA, &#8220;l&#8217;e-Democracy rappresenta una linea di azione con una forte propensione sperimentale, con un&#8217;azione caratterizzata da una elevata innovativit&agrave; e originalit&agrave;, sia in termini di contenuti che di approccio alle nuove tecnologie, con l&#8217;obiettivo di favorire ed incentivare dinamiche di adozione e sperimentazione da parte delle Regioni e delle amministrazioni locali&#8221;.</p>
<p>I settori nei quali si muovono questi primi progetti riguardano <strong>ambiente, territorio, urbanistica, fisco, sanit&agrave; e interventi sociali</strong>. &#8220;Fra gli enti finanziati - continua Zoffoli - la parte del leone l&#8217;hanno fatto i Comuni con meno di 5 mila abitanti, che rappresentano met&agrave; degli enti ammessi al finanziamento&#8221;. </p>
<p>Ma non si tratta di progetti a compartimenti stagni, tanto che la stragrande maggioranza (85 per cento) <strong>coinvolge associazioni e altre organizzazioni dei cittadini</strong>: nel complesso sono 450 le associazioni di categoria, onlus, ong o circoli a partecipare ai progetti. L&#8217;idea di fondo, nelle parole di Zoffoli, &egrave; migliorare &#8220;l&#8217;efficacia, l&#8217;efficienza e la condivisione con tutti gli attori coinvolti&#8221; dei processi di decisione pubblica: condividere insomma la conoscenza e lo studio dei problemi e pervenire a soluzioni che siano frutto di riflessioni condivise, o comunque di dibattito aperto e condiviso.</p>
<p>Nella graduatoria i primi classificati tra le 57 amministrazioni locali e regionali in gara sono stati i progetti presentati dai Comuni di Mantova (&#8221;e21 per lo sviluppo della cittadinanza digitale in Agenda 21&#8243;) e di Roma (&#8221;Cittadini in Rete di Comunit&agrave; Locali&#8221; e &#8220;edem 1.0&#8243;), dalla Regione Lombardia (&#8221;Partecipazione allargata al processo decisionale del Consiglio Regionale della Lombardia&#8221;) e dalla Provincia di Cosenza (&#8221;Voci del cittadino in chiaro&#8221;).
<p>Questo post è tratto da: <a href="http://punto-informatico.it/pbox.asp?i=58898">P.I.: L&#8217;e-Democracy decolla in Italia</a></p>
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		<title>ADSL 2 plus, dove e come?</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Apr 2006 16:48:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itittof-blogger</dc:creator>
		
	<category>Uncategorized</category>
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		<description><![CDATA[Alice 20 Mega non &#232; ancora disponibile, ma le informazioni gi&#224; note delineano un'offerta pi&#249; focalizzata all'entertainment che alla navigazione veloce. La mappa della copertura.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma - Come <a href="http://punto-informatico.it/p.asp?i=58873&amp;r=Telefonia">preannunciato</a>, l&#8217;offerta Alice 20 Mega di <a href="http://www.telecomitalia.it">Telecom Italia</a> sar&agrave; disponibile a partire dal 12 maggio, salvo ulteriori slittamenti. In quali zone? Lo specifica l&#8217;incumbent in un&#8217;apposita <a href="http://www.wholesale-telecomitalia.it/wsintranet/swn/1074245296/Copertura_Managed_IP.htm">tabella</a>.&Egrave; dal sito <a href="http://www.wholesale-telecomitalia.it">wholesale</a> che si possono trarre anticipatamente informazioni relative alla <strong>copertura del servizio</strong>, oggi attivabile in alcune decine di localit&agrave;. In queste aree &egrave; dunque lecito attendersi che non solo Telecom ma anche i suoi competitor attivino le nuove offerte ADSL 2 plus. Come noto, infatti, Telecom &egrave; obbligata dall&#8217;<a href="http://www.agcom.it">Autorit&agrave; delle Comunicazioni</a> a garantire anche per questo tipo di offerta la <strong>replicabilit&agrave;</strong> da parte degli operatori alternativi. </p>
<p>Proprio per questa ragione Telecom ha specificato le condizioni tecniche dell&#8217;offerta che far&agrave; propria e che gli operatori potranno riprodurre senza molto spazio alla personalizzazione: si profila dunque un insieme di proposte ADSL 2 plus dalle caratteristiche del tutto simili a quelle di Alice 20 Mega, ovvero:<br />- velocit&agrave; di picco pari a 20 Mbit/s in direzione down e 384 kbit/s in direzione up;<br />- connettivit&agrave; full Internet gestita da Telecom Italia.</p>
<p>Da considerare, poi, che come dichiarato dalla stessa Telecom, il servizio &egrave; <em>best effort</em>; gli accessi sono configurati in VLAN con dimensionamento pari a <strong>40 kbit/s per accesso</strong>.</p>
<p>L&#8217;avvio delle nuove offerte coincide con l&#8217;espansione da parte di Telecom Italia dei &#8220;canali di trasmissione&#8221; dei propri contenuti in Internet. Anche le offerte degli operatori concorrenti, infatti, consentiranno ai propri abbonati di accedere ai contenuti multimediali del portale <a href="http://www.rossoalice.it">Rosso Alice</a> fruibili tramite carta di credito.</p>
<p>Di fatto, ci&ograve; a cui si d&agrave; avvio con l&#8217;apertura alle nuove offerte ADSL 2 Plus &egrave; una <strong>nuova modalit&agrave; di fruizione</strong> della rete, utilizzata in questo caso non tanto per garantire un ambiente di comunicazione multidirezionale quanto per offrire un veicolo innovativo per la trasmissione di contenuti multimediali a pagamento. &Egrave; a questo che &#8220;serve&#8221; l&#8217;ADSL 2 Plus, dalla quale gli utenti anzich&eacute; attendersi ineffabili velocit&agrave; di navigazione potranno attendersi affidabilit&agrave; per la fruizione di materiali televisivi, musicali e via dicendo fin qui fruiti per buona parte sui media tradizionali, dalla radio alla televisione.</p>
<p><em>Dario Bonacina</em>
<p>Questo post è tratto da: <a href="http://punto-informatico.it/pbox.asp?i=58889">P.I.: ADSL 2 plus, dove e come?</a></p>
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		<title>Energia, nanogeneratori nel corpo umano</title>
		<link>http://readmaniac.pbworks.net/2006/04/18/energia-nanogeneratori-nel-corpo-umano/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Apr 2006 16:48:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itittof-blogger</dc:creator>
		
	<category>Uncategorized</category>
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		<description><![CDATA[Alcuni ricercatori del celebre Georgia Institute of Technology hanno realizzato nanocosi in grado di trasformare ogni emissione d'energia cinetica in elettricit&#224;. Impiantarli nel corpo umano - dicono - non ha controindicazioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Atlanta (USA) - Zhong Lin Wang, ricercatore presso il <a href="http://www.gatech.edu">GaTech</a>, uno dei pi&ugrave; importanti centri di ricerca statunitensi, &egrave; riuscito a creare delle <strong>nanofibre all&#8217;ossido di zinco</strong> che trasformano con altissima efficienza l&#8217;energia cinetica in elettricit&agrave;. Ad ogni vibrazione, queste fibre piezoelettriche del diametro di appena 20 nanometri sviluppano immediatamente piccoli quantitativi d&#8217;elettricit&agrave;.I nanogeneratori all&#8217;ossido di zinco, anallergico e non tossico, potrebbero essere utilizzati direttamente <strong>all&#8217;interno del corpo umano</strong> per trasformare i movimenti articolari e muscolari in elettricit&agrave; per alimentare impianti, come i pace-maker, od altri microdispositivi elettronici. A detta degli scienziati un innesto del genere non provocherebbe nessuna apprezzabile conseguenza fisiologica.</p>
<p>&#8220;I nostri corpi trasformano l&#8217;energia chimica contenuta nelle molecole di glucosio in energia meccanica per i nostri muscoli&#8221;, dice Wang, &#8220;ed i nanogeneratori potrebbero essere utilizzati per recuperare l&#8217;energia meccanica e convertirla in energia elettrica&#8221;. L&#8217;invenzione di Wang &egrave; stata trattata con dovizia di particolari nel numero di marzo del prestigioso <a href="http://www.sciencemag.org/">Science</a>.</p>
<p>&#8220;Le truppe armate potrebbero usare i nanogeneratori all&#8217;interno delle loro calzature per potenziare gli apparecchi elettronici&#8221;, dice Wang. Alla stessa maniera, la conversione energetica dei <strong>moti oceanici</strong> potrebbe presto diventare molto pi&ugrave; efficiente rispetto ad oggi ed affrancare l&#8217;umanit&agrave; dalla dipendenza dal petrolio.</p>
<p>&#8220;Laddove c&#8217;&egrave; movimento, con questi nanogeneratori potremmo produrre elettricit&agrave; in modo semplice ed efficiente&#8221;, conclude il ricercatore.
<p>Questo post è tratto da: <a href="http://punto-informatico.it/pbox.asp?i=58904">P.I.: Energia, nanogeneratori nel corpo umano</a></p>
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		<title>MS06-015, una patch problematica</title>
		<link>http://readmaniac.pbworks.net/2006/04/18/ms06-015-una-patch-problematica/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Apr 2006 16:48:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itittof-blogger</dc:creator>
		
	<category>Uncategorized</category>
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		<description><![CDATA[Una delle recenti patch di sicurezza di Microsoft pu&#242; causare saltuari crash di Windows e di Internet Explorer. Problemi segnalati anche per le modifiche anti-Eolas.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma - L&#8217;aggiornamento di sicurezza <a href="http://www.microsoft.com/italy/technet/security/bulletin/ms06-015.mspx">MS06-015</a>, che <a href="http://www.microsoft.com">Microsoft</a> ha distribuito la scorsa settimana insieme alla <a href="http://punto-informatico.it/p.asp?i=58852">megapatch per Internet Explorer</a>, sembra causare diversi effetti collaterali, tra cui saltuari blocchi del browser e di Windows.Alla base dei problemi segnalati da diversi utenti e amministratori di sistema c&#8217;&egrave; l&#8217;aggiornamento di <em>Verclsid.exe</em>, un programma che verifica gli oggetti COM prima che vengano utilizzati da Windows. Microsoft ha spiegato che la versione aggiornata del programma, inclusa nell&#8217;update MS06-015, entra in conflitto con i driver di diverse stampanti, scanner e fotocamere digitali prodotti da HP. </p>
<p>Spesso l&#8217;unico modo per ovviare ai problemi indotti dalla patch &egrave; quello di disinstallare l&#8217;update o effettuare un ripristino di sistema. Gli esperti di sicurezza, nonch&eacute; la stessa Microsoft, continuano tuttavia a raccomandare l&#8217;applicazione della patch: chi ne &egrave; privo, ed utilizza IE per navigare, corre infatti seri pericoli.</p>
<p>Alcuni altri problemi lamentati dagli utenti sono invece legati alle <a href="http://punto-informatico.it/p.asp?i=58640">modifiche anti-Eolas</a> introdotte da Microsoft insieme ai recenti aggiornamenti di sicurezza. Tra i software affetti dai cambiamenti c&#8217;&egrave; il noto client aziendale <em>Siebel 7</em>, che dopo l&#8217;applicazione della patch di Microsoft smette di funzionare.
<p>Questo post è tratto da: <a href="http://punto-informatico.it/pbox.asp?i=58894">P.I.: MS06-015, una patch problematica</a></p>
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